Le università in Argentina sono in un processo di fermento politico. Nel corso di due giorni sono state occupate 26 facoltà nel Paese e giorno per giorno sono previste assemblee studentesche nelle facoltà per decidere l’occupazione di nuove sedi. La miccia di questo processo politico è stata la decisione del governo Milei di porre un veto ad una legge parlamentare, che prevedeva un aumento delle risorse statali destinate al finanziamento universitario. Dall’insediamento di Milei l’inflazione ha raggiunto circa il 100%, aumento dei prezzi che ha comportato la perdita del 50% del potere d’acquisto dei salari per i lavoratori dell’università negli ultimi 10 mesi (l’insediamento di Milei è stato nel Dicembre 2023). Allo stesso tempo Milei ha bloccato le risorse destinate alle spese correnti dell’università, mantenendo in vigore il bilancio del 2023; peccato che nel corso dell’ultimo anno l’inflazione sia stata del 211%. L’obbiettivo di Milei consiste in privatizzare l’insegnamento universitario nei fatti, senza promulgare una legge di privatizzazione e limitandosi a definanziare drasticamente l’università pubblica (processo similare, anche se più estremo, di quello vissuto in Italia con la sanità); cosicché i professori e gli studenti più agiati economicamente lascino l’università pubblica e facciano diventare profittevoli gli istituti privati. Questa privatizzazione rientra in un piano di taglio draconiano della spesa sociale per pagare il debito pubblico al Fondo Monetario Internazionale (FMI) e ai creditori internazionali.
Al di là dei dettagli tecnici sulla situazione del bilancio statale e dell’economia argentina, ciò che risulta fondamentale è l’importanza politica che può assumere tale movimento di occupazioni delle università per lo scenario politico argentino e, a cascata, per lo scenario politico mondiale. In questi anni il movimento operaio argentino ha vissuto un reflusso politico notevole, segnato dalla precarizzazione del lavoro e il dilagare della miseria (più del 50% della popolazione è in stato di povertà). Questo reflusso ha visto contemporaneamente un arretramento della sinistra rivoluzionaria nei sindacati, nelle elezioni universitarie, in termini di forze militanti e nella capacità di mobilitazione popolare. Nelle università i “centros de estudiantes”, consigli in cui vengono eletti i rappresentanti degli universitari, hanno visto la riaffermazione della “Franja morada1”, dopo un decennio in cui i consigli di facoltà e la federazione universitaria di Buenos Aires venivano diretti dalla sinistra trotskista in alleanza con la sinistra chavista, oppositrice del centrosinistra argentino. Con il governo Milei e il suo attacco brutale alle condizioni di vita del proletariato (inflazione, blocco agli aumenti salariali, licenziamenti nel pubblico, tagli alla spesa sociale) si sta generando una reazione, un colpo di coda, del movimento operaio argentino che è ancora in una fase di risveglio. Queste occupazioni possono essere il punto di inflessione della lotta di classe in Argentina dando il via ad una crisi pre-rivoluzionaria nel paese sudamericano.
Le occupazioni, istruttivamente, sono state votate da assemblee studentesche con una grande partecipazione di studenti non organici alle organizzazioni politiche e che hanno votato in forma massiva l’occupazione. Allo stesso tempo queste assemblee sono state promosse o dai “centros de estudiantes” dove questi avevano una direzione di sinistra, frutto di una vittoria elettorale alle ultime elezioni studentesche, o dai partiti di sinistra dove i “centros” erano in mano alla destra studentesca. Una dimostrazione di come le lotte siano il frutto di una relazione dialettica – cioè di condizionamento reciproco – tra l’avanguardia politica e la massa e, al contempo, tra l’intervento soggettivo dei militanti e delle organizzazioni e il condizionamento oggettivo frutto delle crisi economiche e politica del capitalismo.
Questo fenomeno ci può offrire delle lezioni preziose. In primo luogo la crisi della sinistra italiana e il reflusso della lotta di classe è soltanto una fase momentanea: “tutto ciò che nasce merita perire”, anche le miserie della sinistra italiana e la conseguente affermazione della destra meloniana. Nella misura in cui il Governo Meloni dovrà portare avanti misura di lacrime e sangue per sottostare al Patto di stabilità, come ci sarà una “argentinizzazione” delle politiche di spesa pubblica, e piuttosto probabile che ci sia una “argentinizzazione” del movimento studentesco e del movimento operaio. In secondo luogo, le occupazioni in Argentina nascono dalla capacità della sinistra di promuovere assemblee studentesche che hanno visto la partecipazione degli studenti indipendenti e la deliberazione collettiva che ha portato all’occupazione delle facoltà; in Italia invece abbiamo visto “occupazioni” in cui apparati della sinistra hanno concordato segretamente con rettori e sindaci di sinistra la possibilità di compiere sceneggiate nelle università, in cui non sono state bloccate le attività didattiche. La lotta può nascere dalla partecipazione massiva degli studenti, non da apparati che ricercano visibilità e vantaggi dalle istituzioni borghesi; nella misura in cui non esiste l’attivismo della massa degli studenti, la sinistra ha il compito di strutturarsi e prepararsi per le fasi più concitate della lotta politica, facendo iniziative di formazione e propaganda politica, nel mentre partecipa alle lotte locali che sempre si producono, anche nelle fasi più passive della lotta di classe. In terzo luogo, in Italia abbiamo una contrapposizione sterile tra le “liste” che si candidano alle elezioni studentesche e sono subalterne ai partiti borghesi (PD, CL) e i “gruppi” di sinistra che non partecipano alle elezioni e hanno, per lo meno a livello scenico, un maggior grado di conflittualità; il caso argentino ci mostra come la presenza negli organismi di rappresentanza possa essere motore di una lotta politica di massa degli studenti nelle fasi di radicalizzazione, mentre nelle fasi di reflusso possa essere uno strumento per non perdere contatto con gli studenti non politicizzati.
Lasciamo ad altri articoli un’analisi più approfondita della crisi argentina e dei suoi insegnamenti per i militanti socialisti.
- Principale organizzazione del centro-destra universitario legata al partito della Union Civica Radical, partito di centro che sostiene nel parlamento le leggi di Milei l ↩︎
Michele Amura