Continuano gli atti persecutori del “democratico” Stato italiano nei confronti di chi si oppone a un genocidio, solidarizza con il popolo palestinese, la sua Resistenza, la sua eroica e secolare lotta. Dopo aver perseguitato e represso per oltre due anni qualsiasi sciopero o mobilitazione per la Palestina, rendendo lampante la piena complicità del nostro governo con la criminale colonia dell’imperialismo in Medio Oriente chiamata Israele, gli ultimi bersagli sono stati l’Associazione Palestinesi in Italia (API) in particolar modo nella figura del suo presidente HANNOUN Mohammad Mahmoud Ahmad, i responsabili del sito d’informazione Infopal in particolar modo nella figura dell’attivista Angela Lano, e una serie di figure centrali del mondo arabo e palestinese: DAWOUD Ra’Ed Hussny Mousa, AL SALAHAT RAED (del board of directors della European Palestinians Conference); ELASALY YASER; ALBUSTANJ RIYAD (promotore raccolta fondi per Gaza); OSAMA ALISAWI; ABU RAWWA Adel Ibrahim Salameh; ABU DEIAH KHALIL; ABDU Saleh Mohammed Ismail.
L’inchiesta riguarderebbe presunti finanziamenti ad Hamas ed è basata su contatti e tabulati telefonici. Che dimostrerebbero, “scandaloso”, una “estesa rete organizzata a livello internazionale” di raccolta fondi. Sono poi, “incredibile”, documentati “rapporti di Mohamed HANNOUN con esponenti di Hamas”. Se la situazione non fosse tanto seria e drammatica farebbe quasi sorridere l’accusa di terrorismo, ripetuta ad ogni inquadratura di telecamera, fatta ad Hamas e in generale alle forze della Resistenza palestinese da parte di chi legittima ed è amico di uno Stato che ha utilizzato sempre nella sua storia il terrorismo, contro i palestinesi, e gli arabi in generale, i persiani, e gli stessi ebrei “non allineati”. La criminalizzazione di chi non si arrende a essere semplice vittima e pretende di alzare la testa di fronte al più abominevole sterminio dalla fine del secondo conflitto mondiale, parte dal racchiudere banalmente nel termine terrorismo le organizzazioni palestinesi che svolgono simultaneamente funzioni di assistenza sociale e di resistenza partigiana. Hamas gestisce scuole, ospedali, reti di welfare, tutto integrato logicamente con strutture di resistenza che combattono un esercito dai metodi nazisti e dai finanziamenti ben più cospicui, quelli che arrivano dalla potenza militare yankee. L’equiparazione finanziamento sociale = finanziamento terroristico è solo e del tutto funzionale al sostegno politico ai carnefici USA-Israele-UE.
L’obiettivo è chiaro: criminalizzare una causa e intimidire un movimento. Noi non ci comporteremo come la sinistra che siede in parlamento e che si è affrettata a prendere le distanze dall’API (“Hannoun non è mio amico, gente come lui tradisce i palestinesi”, ha dichiarato il leader di Sinistra Italiana – AVS Nicola Fratoianni). Ancor più disgustosa è la condanna agli arrestati che arriva direttamente dalla Cisgiordania per bocca dei collaborazionisti dell’ANP di Abu Mazen: “trascinare il nome della Palestina o sfruttare la sofferenza del suo popolo per raccogliere fondi o promuovere agende di fazione – in primis al servizio del movimento Hamas – rappresenta una grave offesa alla causa palestinese e espone la comunità palestinese a rischi legali e politici” ha dichiarato il portavoce di Fatah Jamal Nazzal. Andando poi anche oltre: “il fascicolo all’esame delle autorità italiane non è un evento passeggero, ma un pericoloso esempio di tentativi di dirottare la causa palestinese e trasformarla in uno strumento di ricatto politico e finanziario”, confermando la “piena fiducia nella magistratura indipendente italiana e nelle istituzioni dello Stato che operano secondo lo Stato di diritto”.
Noi di Potere Operaio, al contrario, denunciamo che si tratta di operazioni nello stesso solco dei provvedimenti che hanno visto e vedono tutt’ora palestinesi e solidali perseguitati per aver lottato o anche solo espresso a parole sostegno alla causa di liberazione della Palestina: Anan, Ali, Mansour, Ahmad, Mohamed, Tarek. Il meccanismo è lo stesso già visto ad esempio contro le Ong che operano a Gaza o contro Francesca Albanese. Israele e USA indicano la via, il resto dell’Occidente esegue. Anche stavolta, infatti, tutto è partito da segnalazioni (ordinazioni) ricevute da Israele e Stati Uniti (quest’ultimi avevano già inserito da tempo Hannoun in una sorta di black list del Dipartimento del Tesoro). Si prendono ordini su operazioni “antiterrorismo” da chi ha massacrato un’intera popolazione, l’ha costretta a vivere in tendopoli esposte a ogni tipo di intemperie, ha distrutto ogni palazzo di Gaza, blocca gli aiuti umanitari facendo morire di freddo, fame e malattie chi è riuscito a scampare alle bombe, arma i coloni (fermo restando che ogni israeliano è un colono) che in Cisgiordania rapiscono, torturano, uccidono ogni arabo e incendiano ogni loro proprietà.
Esprimiamo la massima solidarietà al presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia Mohammed Hannoun e a tutti gli arrestati e gli indagati.
Tutti e tutte liberi/e subito!
Nessun processo alla lotta palestinese!
Raffaele De Blasio